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Fannulloni, fuori i medici complici Stampa E-mail
Scritto da Italia Oggi   
martedě 27 maggio 2008
Farsi fare un certificato medico per giustificare l'assenza dal lavoro non sarà più così facile. Perché se la diagnosi messa nero su bianco dal medico non è vera, oppure è esagerata rispetto ai sintomi che si hanno, si rischia grosso. E rischia grosso, ovvero il licenziamento, non solo il dipendente pubblico fannullone, ma anche il medico compiacente, che ha fatto la certificazione. Insomma, nella battaglia senza quartiere che il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, ha ingaggiato contro i fannulloni del pubblico impiego, non sono più ammesse mezze misure. Un ddl duro, insomma, per il cui successo Brunetta ha dalla sua due fattori determinanti: la debolezza dei sindacati, da un lato; la forza dei numeri in parlamento del Pdl, dall'altro. Uno dei capitoli più dirompenti del progetto è quello che va sotto il titolo (articolo 4) di «Sanzioni disciplinari e responsabilità del dipendente pubblico». Si dà mandato al governo, nell'ambito della delega, ad adottare decreti legislativi che semplificano le fasi dei procedimenti disciplinari, in particolare per i reati di minore gravità, accelerando la durata dell'iter disciplinare e prevedendo che questo «possa proseguire e concludersi anche in pendenza del procedimento penale. Saranno riviste anche le fattispecie che danno luogo al licenziamento. Ricomprendendovi il basso rendimento, ma anche l'uso da parte di altri del proprio tesserino e, in generale, la falsificazione delle presenze. Per questi due ultimi casi si configura il reato di truffa aggravata. Stessa sanzione, ovvero licenziamento in tronco, per il medico compiacente dell'Asl che fa falsi certificati. Oppure che «viola i canoni di ordinaria diligenza nell'accertamento della patologia». Insomma, per perdere il Oppure che «viola i canoni di ordinaria diligenza nell'accertamento della patologia». Insomma, per perdere il posto di lavoro basterà scrivere che si tratta di bronchite invece che semplice influenza.
 
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